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giovedì 18 aprile 2024

Comuni

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Comune di Perito

Il Comune di Perito si trova in Campania, in provincia di Salerno, ed è un piccolo centro dell'entroterra compreso nel territorio del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, appartenente alla Comunità montana Gelbison e Cervati.

Situato sul crinale di una collina, ad oltre 400 metri sul livello del mare, vi si può accedere dallo svicolo della variante alla SS.18 e dalla strada Provinciale n°56.

Il paese domina verso sud-ovest la vallata fluviale dell’Alento, ricadente in gran parte nel proprio territorio comunale - oggi Sito di Interesse Comunitario -; verso nord il grande bacino dell’Alento; verso sud est il fiume Selva dei Santi. Presenta una frazione, Ostigliano, ed un borgo ai margini superiori, Isca dell’Abate, inserito integralmente nella vallata fluviale dell’Alento.

Incerti sono i documenti circa le reali origini di Perito. Secondo un’ipotesi dello studioso di storia locale, il prof. Emilio Gatto, Perito fu fondata dagli abitanti dell'antica città di Velia, che in questi luoghi trovarono scampo alle incursioni dei barbari o dei saraceni, che in quel tempo infestavano le coste del mar Tirreno, saccheggiando le città e i villaggi prossimi al mare ed in particolar modo gli insediamenti della Magna Grecia. Da alcune notizie, desunte da un documento riguardante una vertenza sorta tra il Principe di Salerno Guaimario IV ed il superiore del convento italo-greco Areti circa il possesso di alcuni territori, si può ipotizzare che l'insediamento di Perito esisteva già tra il X secolo ed il 1137 d.c.

Cfr. E.Gatto - Perito chi eravamo, chi siamo - pg. 50).

Nei secoli successivi Perito seguì le sorti del Cilento, che fu soggetto alle varie dominazioni succedutesi nell'Italia meridionale. Fu università autonoma, come Ostigliano, fino alla sua aggregazione ad Orria.

Il Toponimo

Il toponimo del capoluogo

Perito (probabilmente Pereto) è riscontrabile ancora nell’apprezzo del Catasto Onciario (1752) con la dizione di Perito Sottano (collocato in basso), cosa che nella recente storiografia, come le tavolette 1: 25.000 dell’I.G.M. (Istituto Geografico Militare di Firenze) del 1955, per la poca conoscenza del territorio da parte dei compilatori - che si servono probabilmente di vecchie cartine comunali -, la "P." abbreviata del Comune seguita dalla "r" minuscola e dall’aggettivo sottano (Pr. Sottano) è stato trasformato in "Presuttano".

In realtà Perito sottano indica l’antico sito distrutto nel periodo angioino durante la guerra del Vespro, probabilmente da un condottiero aragonese (il re Formica di cui la leggenda è rimasta nella tradizione orale popolare). L’appellativo sottano era usato per distinguerlo dalla parte alta, ossia Perito soprano, costruito in seguito in luogo elevato e più difendibile dai superstiti. Va osservato che è impossibile risalire all'indietro in questa datazione per avere elementi certi dell'origine del centro, in quanto non vi sono riferimenti nel Codice diplomatico cavense e nemmeno i cultori di studi storici e di agiografia ne fanno alcuna menzione; in questo modo, anche la leggenda sulla presenza di cenobi benedettini, da cui il toponimo S. Benedetto, non è verificabile, in quanto non si può accertare se questo derivi, appunto, da un convento benedettino, oppure da singole unità di benedettini che qui non hanno dimora stabile.

Il toponimo della frazione

Ostigliano è di antica origine, sicuramente prediale, derivante da "Hostilius". Infatti, scrive il Giustiniani che la terra di Ostigliano è "…situata in piano, l’aria non respirasi insalubre, e il territorio dà del frumento, e del vino. Vi si raccoglie anche della ghianda per l’ingrasso de’ majali".

Impianto urbanistico originario 
Prima che si parli di Perito bisogna che si parli di "Pirillo Suttano", in gergo popolare "Presuttano", piccolo paese dalla cui distruzione ebbe facilmente origine Perito.

Qualche voce parla anche di un certo "Napoli Piccolo", antecedente ancora a Presuttano, il quale si trovava fondato fra l’attuale Perito e Orria. Ma ciò non è attendibile, anche se in alcuni luoghi si possono notare dei resti di antiche mura.

I primi a popolare questi villaggi furono dei banditi (lo stesso nominativo "Napoli Piccolo" può far presagire un distacco forzato e sofferto da Napoli Capitale; e il nome in ricordo di essa). Questo rifugio di masnadieri era fondato al centro di un semicerchio di colline che, man mano allontanandosi dal centro, andava degradando in altezza, in modo da offrire un’ampia visuale a chi vi si rifugiasse. Inoltre, da un lato veniva protetto dal fiume Alento e, dall’altro, dalle paludi Veline.

Pian piano questo paese si spopolò perché, seppure offriva un rifugio sicuro, l’asperità del sito dava scarse probabilità di sopravvivenza; pertanto, i suoi abitanti si spostarono verso Presuttano, che già doveva esistere, anche se solo sottoforma di alcune capanne di pastori. Ma non tutti contribuirono a formare un solo agglomerato; vi fu chi si fermò prima, sulla collina che sovrastava il piccolo villaggio, dove, sul promontorio più alto che sovrastava le borgate, fu eretta una torre, che in seguito fu rimodernata.

Come Arrivare

In Auto

Dalla A3 prendere l'uscita Battipaglia o Eboli e procedere sulla SS18 direzione Agropoli. Proseguire sulla SS18 fino all'uscita di Perito.

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